01/06/2026
Ringrazio la redazione de Il Riformista per lo spazio e per aver ripreso, in questo post, la mia ultima analisi dedicata alle nuove, complesse sfide della sicurezza globale.
Nel dibattito contemporaneo si tende spesso a pensare che la tecnologia, da sola, possa risolvere ogni conflitto. Ma la realtร sul campo ci dice altro. Nel mio articolo analizzo proprio questo aspetto: i droni e l'innovazione tecnologica non bastano piรน.
๐๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐ข๐ง ๐๐๐ซ๐๐ข๐ง๐ ๐ก๐ ๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ ๐ข ๐ฏ๐๐๐๐ก๐ข ๐ฉ๐๐ซ๐๐๐ข๐ ๐ฆ๐ข, ๐๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข๐ง๐ ๐๐ง๐๐จ๐๐ข ๐ ๐๐๐ซ๐ ๐ข ๐๐จ๐ง๐ญ๐ข ๐๐จ๐ง ๐ฅ๐ ๐๐ฎ๐ซ๐ ๐ซ๐๐๐ฅ๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐ฎ๐ง๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐'๐๐ญ๐ญ๐ซ๐ข๐ญ๐จ ๐ ๐๐ ๐๐ฅ๐ญ๐ ๐ข๐ง๐ญ๐๐ง๐ฌ๐ข๐ญ๐ฬ. ๐๐ง๐ ๐๐ข๐ง๐๐ฆ๐ข๐๐ ๐๐ก๐ ๐ซ๐ข๐ฆ๐๐ญ๐ญ๐ ๐๐ซ๐๐ฆ๐ฆ๐๐ญ๐ข๐๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ ๐๐ฅ ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ ๐๐ง๐๐ ๐๐ข ๐ฌ๐ข๐๐ฎ๐ซ๐๐ณ๐ณ๐ ๐๐ฎ๐ซ๐จ๐ฉ๐๐ ๐๐ฅ๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ข ๐๐ก๐ ๐ฌ๐ข ๐๐ซ๐๐๐๐ฏ๐๐ง๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ฉ๐๐ซ๐๐ญ๐ข, ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฅ๐ ๐๐๐ฉ๐๐๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ข๐ง๐๐ฎ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ ๐๐ข ๐ฆ๐๐ฌ๐ฌ๐, ๐ฅ๐ ๐ฅ๐จ๐ ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐๐ ๐ฌ๐ฎ ๐ฏ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐ฌ๐๐๐ฅ๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐๐ง๐ข๐๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ซ๐ข๐ฌ๐จ๐ซ๐ฌ๐ ๐ง๐๐ฅ ๐ฅ๐ฎ๐ง๐ ๐จ ๐ฉ๐๐ซ๐ข๐จ๐๐จ.
La tecnologia รจ un moltiplicatore di forze straordinario, ma senza una visione strategica d'insieme, un'adeguata base industriale e una solida cultura della difesa, ๐ฅ'๐๐ฎ๐ซ๐จ๐ฉ๐ ๐ซ๐ข๐ฌ๐๐ก๐ข๐ ๐๐ข ๐๐๐ซ๐ฌ๐ข ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐๐ซ๐ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐ซ๐๐ฉ๐๐ซ๐๐ญ๐ ๐๐ข ๐๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐ข๐๐ ๐ ๐๐จ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข๐ญ๐ข๐๐ก๐ ๐๐๐ฅ ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐จ.
๐ Trovate il post de Il Riformista qui sotto per approfondire la lettura. Felice di conoscere i vostri punti di vista nei commenti.
I droni non bastano per la difesa: la realtร di una guerra dโattrito ad alta intensitร
La guerra in Ucraina ha stravolto i paradigmi della difesa globale, rimettendo al centro delle agende di sicurezza europee la necessitร impellente di possedere capacitร di attacco di precisione in profonditร (deep strike), un settore in cui il Vecchio Continente sconta oggi un pericoloso e strutturale ritardo rispetto alla Russia.
Fino a ieri la percezione comune, amplificata dai successi sul campo delle forze di Kyiv, vedeva nei droni dโattacco a lungo raggio la risposta asimmetrica ed economica ideale per colmare questo divario senza gravare sui bilanci statali, ma le piรน recenti analisi degli esperti evidenziano come i velivoli senza pilota non possano essere considerati una soluzione strategica autosufficiente. Per quanto i droni abbiano rivoluzionato la condotta dei conflitti moderni per flessibilitร e bassi costi di produzione, i pianificatori militari di Bruxelles e delle principali capitali dellโAlleanza Atlantica mettono in guardia contro i loro limiti strutturali intrinseci, legati alla velocitร ridotta, alla scarsa capacitร di carico utile e allโestrema vulnerabilitร di fronte ai moderni sistemi di guerra elettronica e di difesa aerea stratificata. I droni si rivelano formidabili per colpire obiettivi logistici o infrastrutture energetiche non protette, ma risultano del tutto inefficaci se impiegati contro centri di comando pesantemente fortificati o bunker sotterranei situati oltre i mille chilometri dal fronte, obiettivi che richiedono invece la potenza devastante e la penetrazione cinetica dei missili da crociera e balistici.
Attualmente la dotazione europea di deep strike convenzionale si limita a scorte esigue di sistemi lanciati esclusivamente da caccia o navi, come i britannici Storm Shadow, i francesi Scalp e i tedeschi Ta**us, costringendo i vettori aerei a penetrare nello spazio aereo contestato e riducendo il raggio dโazione utile a circa cinquecento chilometri. Gli esperti confermano che affidarsi unicamente ai sistemi non pilotati per colmare il divario strategico con Mosca sia un grave errore dottrinale. Lโillusione tecnologica ed economica dei droni si scontra con la realtร di una guerra dโattrito ad alta intensitร , dove la capacitร di penetrazione cinetica e la velocitร ipersonica o supersonica restano prerogative esclusive del comparto missilistico pesante.
LโEuropa si trova quindi di fronte alla necessitร impellente di avviare una rincorsa industriale per rigenerare e diversificare i propri arsenali, superando la frammentazione dei programmi di Difesa comuni e la dipendenza cronica dalle piattaforme aeree tradizionali. Integrazione e complementarietร sono le parole chiave per il futuro: i droni manterranno un ruolo centrale nella ricognizione, nella saturazione tattica e nellโattacco a obiettivi non protetti, ma la deterrenza credibile contro avversari paritetici richiede il ripristino di consistenti scorte di missili da crociera e lo sviluppo di sistemi di lancio diversificati, specialmente da terra. Solo attraverso un piano strategico coordinato a livello di Unione europea e Nato, capace di finanziare e produrre vettori pesanti a lungo raggio, le capitali occidentali potranno colmare un vuoto operativo che oggi mina pericolosamente la stabilitร e la sicurezza collettiva dellโintero scacchiere continentale.
Domenico Letizia