05/05/2026
Negli ultimi mesi mi sono trovato a gestire in autonomia la parte tecnica e i contenuti di alcuni siti web.
Non è il mio settore principale e non mi definisco certo un SEO specialist: è un ambito complesso, in continua evoluzione e con tantissime variabili.
Proprio per questo mi sono avvicinato con curiosità, metodo e spirito pratico.
E i risultati mi hanno sorpreso.
Lavorando su aspetti spesso considerati “minori” — velocità del sito, ottimizzazione delle immagini, struttura degli slug, meta title, meta description, keyword coerenti — ho visto contenuti passare da 0 a 4.000 impressioni in pochissimi giorni.
Siti penalizzati da Google sono tornati a respirare semplicemente correggendo immagini da 5 MB con risoluzione 3840×2160 px inserite in spazi da 500 px, o aggiornando date e informazioni rimaste indietro di un anno, magari per una semplice svista.
Nel frattempo ho gestito redirect direttamente dall’htaccess, ottimizzato llms.txt e robots.txt, corretto errori sulla Search Console, lavorato su Google Business e sistemato dettagli che spesso vengono ignorati.
Fondamentale è anche la gestione della cache magari passando attraverso un CDM.
Vedo spesso demonizzare l’uso dell’AI nella creazione dei contenuti, con “esperti” che si vantano di riconoscere chi la utilizza leggendo due righe di testo (e magari sono gli stessi che pubblicano articoli copia‑incolla).
La mia esperienza è diversa: se usata con intelligenza, come supporto e non come scorciatoia, può essere un alleato potente per idee, spunti e ottimizzazioni; snobbare una nuova tecnologia a priori, non è producente per chi fa della tecnologia il proprio business.
Non mi considero un “guru” della SEO, e non ambisco a diventarlo.
È un argomento che spesso mi annoia, ma capire come funziona e ottenere risultati concreti mi ha sicuramente stimolato.
Questi mesi mi hanno insegnato una cosa importante:
la cura, l’attenzione ai dettagli e la volontà di capire davvero come funzionano le cose valgono più di qualsiasi etichetta.
-Matteo - Computer No Stress-