Alessandro Giammaria Graphic Designer Freelance

Alessandro Giammaria Graphic Designer Freelance Brand identity e UI/UX design per chi sta costruendo qualcosa che vale. 25 anni di esperienza, un solo interlocutore dall'identità alla presenza digitale.

Attraverso uno stile minimalista in cui forme, font e colori vengono
utilizzate per presentare al meglio l’identità del cliente e per raggiungere gli obiettivi prefissati nel progetto.

Seminario AIAP: "Il brand come leva per l'identità d'impresa"Il 23 ottobre a Milano, all'interno di BIG, Biennale Intern...
25/08/2026

Seminario AIAP: "Il brand come leva per l'identità d'impresa"

Il 23 ottobre a Milano, all'interno di BIG, Biennale Internazionale Grafica, Gaetano Grizzanti terrà un seminario su un tema che si affronta poco nei percorsi di formazione: la differenza tra fare un logo e costruire un'identità.

Una iniziativa promossa da AIAP Associazione italiana design della comunicazione visiva, che vuole toccare argomenti molto attuali: la differenza tra marketing, branding, comunicazione e design; le criticità nel rapporto con la committenza contemporanea; il ruolo del designer come consulente strategico, non come esecutore di loghi.

Corso aperto a tutti con prezzo scontato per i soci Aiap.

Venerdì 23 ottobre 2026
Durata 5 ore
ADI Design Museum
Piazza Compasso d’Oro 1
Milano

👉 Link https://aiap.it/seminario-aiap-big/

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Alessandro Giammaria · Brand & UI Designer
Scrivo di design, brand e identità visiva.

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Domani parto per 2 settimane di ferie, girerò con la famiglia in macchina tra Spagna e Francia per città e goderci l'ecl...
04/08/2026

Domani parto per 2 settimane di ferie,
girerò con la famiglia in macchina tra Spagna e Francia per città e goderci l'eclissi solare, con 2 figli entusiasti alla sola idea.

Non è la classica vacanza di relax, sicuramente sarà un bel vedere girando in macchina.
Cercherò di trovare un po' di tempo per me, ho caricato sul mio kindle due libri che volevo leggere.

Il Debito Cognitivo-Interfacce dis-umane di Dario Benevento.

Switch on: Accessibilità: Guida pratica per progettare e sviluppare siti web inclusivi, pensati per tutte le persone di Valeria Malacasa.

Per il resto sarà una vacanza diversa dal solito.
Torneremo più forti. 😁


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Guida in 5 step per diventare un maestro del “Preventivo Matrioska” 🪆Step 1 - Partite da un progetto interessante.Serve ...
03/08/2026

Guida in 5 step per diventare un maestro del “Preventivo Matrioska” 🪆

Step 1 - Partite da un progetto interessante.
Serve un imprenditore carico, che vuole affidarti tutto: logo, comunicazione, packaging, sito web, social.

Step 2 - Fate il primo preventivo.
Curato, completo, con tutte le attività dentro. Bello vedere un progetto così sulla carta.

Step 3 - Aspettate la call di "allineamento".
Il documento torna con le richieste ridimensionate. Frase tipo: "speravo di spendere un po' meno".

Step 4 - Ripetete lo step 3 finché necessario.
Ogni volta il progetto si accorcia di un pezzo. Voi rifate il preventivo.
Con lo stesso entusiasmo della prima volta, perché siete professionisti.

Step 5 - Arrivate alla richiesta minima.
"Per ora mi serve solo una A4 fronte retro."
Complimenti, avete completato la Matrioska.

Bonus: non sapete ancora se il progetto si farà.
Ma avete affinato una competenza che nessuna scuola di design insegna.

Prossimo tutorial: come trasformare un sito e-commerce in un biglietto da visita in tre call.


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Granola, la famosa app di appunti AI, ha rivisto la sua identità visiva. Il giorno del lancio l'identità è finita in tre...
23/07/2026

Granola, la famosa app di appunti AI, ha rivisto la sua identità visiva.
Il giorno del lancio l'identità è finita in trending su X ed è stato il miglior giorno di download nella storia dell'app.

Il progetto è firmato dall'agenzia Ragged Edge.

Il pittogramma è una G, disegnata come uno schizzo su un block notes, organica, imperfetta, volutamente umana.

Il font è costruito sulla calligrafia di uno dei co-fondatori.
Centinaia di lettere scritte a mano, trasformate in un carattere con più varianti per ogni lettera, così che il testo cambia leggermente ogni volta che viene usato, come fa la scrittura reale.

Il colore si allontana dai verdi acidi e dai blu elettrici che dominano il settore: un verde caldo, terroso.

Mi capita spesso nei progetti di brand identity: arriva il cliente che mi porta il logo di un concorrente come reference, convinto che realizzare qualcosa di simile gli porterebbe gli stessi risultati.

Ma se tutti in un settore scelgono lo stesso linguaggio visivo, quella somiglianza non ti rende distinguibile dalla massa ti confonde ed uniforma.

Perché un cliente dovrebbe sceglierti?

Granola ha fatto l'opposto.

Mentre il mercato AI corre tutto verso la stessa pulizia geometrica e la stessa promessa di efficienza asettica, ha scelto l'imperfezione, un pittogramma che sembra disegnato a mano libera, un font calligrafico costruito sulla scrittura vera di un co-fondatore, un colore che non insegue il linguaggio tech.

Tre scelte che richiamano l'azione umana di prendere appunti, anche se qui a farlo è l'AI.

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"Il blu non mente mai. Non promette calore che non ha." Maggie Nelson, Bluets.Sto lavorando all'identità di un nuovo cli...
27/05/2026

"Il blu non mente mai. Non promette calore che non ha."
Maggie Nelson, Bluets.

Sto lavorando all'identità di un nuovo cliente che ha chiesto esplicitamente toni del blu nel logo.

Durante le mie ricerche cromatiche ho trovato questa foto sul sito di Lummi, mi è piaciuta molto per le sfumature e la profondità di toni.

La frase di Maggie Nelson ha fatto il resto.

Il risultato è Honest Blue una palette con sei toni che scendono da un blu notte di Deep Cove fino al soffuso Baby Blue Eyes.

Il blu è uno dei colori più usati al mondo.
Eppure ognuno ne ha uno suo.

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Alessandro Giammaria · Brand & UI Designer
Scrivo di design, brand e identità visiva.

Se la tua azienda cambia nel tempo il tuo brand evolve con lei?L'esempio di Semrush che ha cambiato logo tre volte in ci...
20/05/2026

Se la tua azienda cambia nel tempo il tuo brand evolve con lei?
L'esempio di Semrush che ha cambiato logo tre volte in cinque anni.

La prima volta per sembrare meno tecnica.
La seconda puramente estetica.
La terza, quella del 2026, per dire: siamo diventati qualcos'altro.

L'arancione che li ha identificati per anni è sparito.
Al suo posto bianco e nero, minimalista, preciso.
Il pittogramma è passato da una fireball che rappresenta energia ad una cometa che rappresenta direzione.

Non sono scelte estetiche ma di posizionamento.

Per anni erano chiamati "the SEO company” una semplificazione che alla lunga è diventato un vincolo.
Il nuovo brand dice altro: non ottimizziamo le tue keyword, ti aiutiamo a essere trovato ovunque la gente cerca.

Tre rebrand in cinque anni potrebbe sembrare instabilità o incertezza.

💡 Io lo vedo come un brand che usa correttamente la propria identità e la aggiorna ogni volta che il racconto precedente diventa “troppo stretto”.

❓ La domanda prendendo ad esempio Semrush: quando la tua azienda evolve, il tuo brand la segue o racconta ancora chi eri tre anni fa?

👉 Nel carosello qui sotto, la mia lettura.

Ho visto il trend di LogoArchive e mi son detto: perché no.Realizzare un poster con foto e loghi rappresentativi del pro...
09/05/2026

Ho visto il trend di LogoArchive e mi son detto: perché no.
Realizzare un poster con foto e loghi rappresentativi del proprio percorso lavorativo.

Qui dentro ci sono storie di clienti, di colleghi, qualcuno è diventato amico di una vita. Persone che fanno ancora il loro lavoro, e dopo anni quell'immagine funziona ancora. Altri che sono diventati famosi nel loro settore.
Qualcuno che non c'è più, o non c'è mai stato.

Dietro ogni segno c'è una storia di chi, per un periodo più o meno lungo, mi ha permesso di camminare al suo fianco dandomi il privilegio di conoscere e rappresentare i suoi obiettivi e i suoi sogni.

È per questo che adoro fare questo lavoro, conoscere persone che in diversi momenti della loro vita hanno deciso di mettersi in gioco.

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Alessandro Giammaria - Brand & UI Designer
Scrivo di design, brand e del tentativo quotidiano di dare forma alle idee degli altri.

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A un certo punto un nome diventa una gabbia.Non perché sia sbagliato. Ma perché il brand cresce in una direzione che il ...
06/05/2026

A un certo punto un nome diventa una gabbia.
Non perché sia sbagliato.
Ma perché il brand cresce in una direzione che il nome non riesce più a contenere.

È quello che è successo a Freepik.

Nata con un obiettivo preciso e un nome che lo rispecchiava perfettamente. In 16 anni il mercato è cambiato, la piattaforma si è trasformata, i contenuti si sono moltiplicati.

Continuare a chiamarsi Freepik era diventato un limite strategico, non estetico ma di identità.

Un brand di "famiglia" è stata la risposta: Magnific.

Nel carosello ho analizzato il percorso e perché la scelta fatta funzionerà rispetto all'evoluzione del brand.



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Oggi condivido un progetto a cui tengo molto.Quando mi hanno contattato, Roberto e Giulia C. avevano le idee chiare: cos...
29/04/2026

Oggi condivido un progetto a cui tengo molto.

Quando mi hanno contattato, Roberto e Giulia C. avevano le idee chiare: costruire qualcosa di diverso nel mondo delle Risorse Umane.

Job Hunters nasce per portare cultura, tecnologia e cura umana in un settore che ne ha bisogno da tempo.

Per dare forma a questa missione, ho cercato una sintesi visiva che non fosse solo un marchio, ma un punto d’incontro vivo tra chi cerca e chi offre lavoro.

Il cuore dell'identità è un logo che integra al suo interno un pittogramma che non è un semplice collegamento tra due parti ma un movimento consapevole verso qualcosa di nuovo.

Da un lato chi cerca.
Dall'altro chi offre.
Al centro, una direzione comune.

Una rappresentazione visiva che è rafforzata e dà profondità al payoff "Play with the Future".

Dalla palette cromatica alla scelta tipografica, ogni elemento progettato porta avanti una coerenza visiva e strategica, accompagnando l’utente con cura dal primo sguardo fino all'ultimo touchpoint.

Il risultato finale è un’identità che non parla solo di business, ma racconta un vero percorso di crescita professionale e personale.

Scorri il carosello per vedere il progetto.



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Appunti di un freelance: weekend editionMia figlia è alla partita di basket. Io sono qui, Mac aperto, lista di cose da f...
26/04/2026

Appunti di un freelance: weekend edition
Mia figlia è alla partita di basket.

Io sono qui, Mac aperto, lista di cose da fare per organizzare la settimana.

Mi sono fermato con uno strano senso di colpa.

Perché è così, nel weekend del freelance:
se lavori, stai trascurando qualcosa.
Se non lavori, stai perdendo qualcosa.

Accendi il Mac → senso di colpa.
Spegni il Mac → senso di colpa.

Esci, cammini, e a metà strada stai già pensando a quel brief che aspetta.

Ci ho messo anni a capire che il problema non è la scelta.
È il sistema che ci siamo costruiti intorno , quello in cui qualsiasi scelta sembra quella sbagliata.

Il weekend perfetto del freelance non esiste.

💡 Forse esiste quello abbastanza buono: che include entrambe le cose, senza doversi giustificare per nessuna.

👉 Tu come la gestisci? Riesci a staccare davvero, o sei anche tu nel loop?


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