19/05/2024
Meloni, Schlein, Tajani e Conte sono accomunati in queste elezioni europee da un elemento: non si capisce cosa vogliano fare sull’Europa. Dicono tutto e il suo contrario. Parlano di vicende di casa nostra per non parlare del futuro dell’Unione Europea, sono accomunati dal “maanchismo”. Meloni e Schlein hanno provato a polarizzare col confronto televisivo organizzato da Vespa, ma polarizzare, su cosa non si capisce, visto che sul quesito centrale di questa campagna elettorale, il ‘referendum’ sugli Stati Uniti d’Europa, non sanno rispondere. La vera polarizzazione è quindi tra la nostra lista e quella di Salvini, che almeno è chiara: la Lega vuole meno Europa. È convinta che di fronte alle sfide globali si risponda alla Cina, all’India, alla Nigeria, alla Russia, potenze incredibili, nemmeno con i singoli stati europei, ma con le regioni che in Italia verranno fuori dall’autonomia differenziata. Noi pensiamo invece che l’Europa debba tendere a realizzare quel processo che si è compiuto decenni fa e che ha visto nascere gli Stati Uniti d’America, una federazione tra Stati che decide sulla difesa, che costruisce istituzioni comuni e che elegge direttamente il suo Presidente. Da un lato noi, dall’altro la Lega di Salvini tutto il resto è sbiadito, poco chiaro.