07/10/2023
RECORD DI SBARCHI A SETTEMBRE 2023
Da gennaio a settembre 2023 ci sono stati più sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2016 (133.617 contro 132.043) e quasi il doppio rispetto al 2022 (71.790). Quest’anno di media, ogni mese sono sbarcati in Italia 14.800 , nel 2016 erano 14.600.
Dal 2016 ad oggi l’Italia ha avuto 6 diversi governi che hanno usato le migrazioni come strumento di propaganda politica e di divisione, ma nessuno è riuscito, nonostante le ripetute promesse, a gestire il fenomeno. Apparentemente, nemmeno l’attuale governo ci sta riuscendo.
Cosa aspettarci per il futuro?
Nonostante i decreti emanati, i vari finanziamenti alle guardie costiere di Libia e Tunisia, la visita di Ursula a , l'introduzione dei €5.000 e l’ultimo accordo firmato dai 27 paesi, il rischio è che il numero di sbarchi continuerà a crescere in modo esponenziale. Sia nei prossimi mesi che nei prossimi anni.
Le politiche italiane ed europee in materia di flussi migratori hanno fallito ed è evidente che urge un drastico cambiamento per garantire la gestione del fenomeno.
Partiamo dal presupposto che:
1) non è e non sarà possibile “fermare” i flussi migratori soprattutto perché nei prossimi anni bisognerà fare i conti anche con i migranti climatici;
2) l’Italia è il terzo paese più anziano al mondo quindi i migranti sono necessari per garantire la sostenibilità del paese;
3) non ha senso respingere flussi migratori in arrivo mentre si continuano ad “attivare” dei decreti flussi per portare nuovi migranti in Italia.
L’Italia dovrebbe fare un migliore uso delle competenze dei migranti già presenti sul territorio, massimizzando il loro inserimento nel mercato del lavoro.
L’Italia dovrebbe attivare i corridoi intellettuali creando le condizioni per una migrazione legale e sicura, portando in “casa” tutte quelle competenze di cui ha bisogno.
L’Italia dovrebbe diventare l’agenzia per il lavoro d’Europa, proponendo agli Stati membri un ricollocamento sulla base dei fabbisogni nazionali e delle competenze disponibili.