30/10/2026
Domani sera c’è chi avrà paura di zombie e case infestate. Ma se lavori in un magazzino, il tuo incubo ha un nome molto più preciso e una data segnata sul calendario: l’inventario di fine anno.
È quel momento in cui ti siedi, apri i conti e scopri tutto in una volta. Quei tre pezzi che mancavano a marzo e che “poi vediamo”. Quel reso tornato indietro a settembre e mai sistemato davvero. Quella merce spostata al volo in un’altra ubicazione, che sul momento sembrava una soluzione. Durante l’anno erano piccole cose, scostamenti da niente che si gestivano in trenta secondi. Ma a fine anno non bussano più alla porta uno per volta: si presentano tutti insieme, moltiplicati per ogni singolo articolo del magazzino.
Ed è lì che capisci una cosa semplice, l’inventario non è una fotografia che scatti a dicembre. È lo specchio di come hai tenuto i conti negli altri undici mesi. Chi ha sistemato le differenze quando erano ancora piccole, arriva a quel giorno e fa una verifica tranquilla. Chi le ha rimandate, si ritrova davanti un fantasma che è cresciuto in silenzio per tutto l’anno.
Il modo per non arrivarci impreparato è al link in bio.