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07/02/2025

A scriverci è Andrea, proprietario del portafogli smarrito ed incredulo testimone di quanto avvenuto nella serata di ieri: “Ciao, vorrei condividere la mia storia con voi, per mostrare a tutti che le persone ‘per bene’ esistono ancora, da qualche parte, in giro per la nostra amatissima città...

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09/11/2021

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07/11/2021

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Indicato per controllo in ambito privato e pubblico.

I processori Intel hanno un grave problema, e la soluzione non vi piaceràUn errore di progettazione rende necessario un ...
03/01/2018

I processori Intel hanno un grave problema, e la soluzione non vi piacerà
Un errore di progettazione rende necessario un aggiornamento che rallenterà i computer



Una buona parte dei processori Intel prodotti nell’ultimo decennio ha un grave problema di sicurezza. Questo problema può essere risolto – almeno per ora – solo intervenendo sui sistemi operativi dei computer, cosa che li renderà sensibilmente più lenti. La notizia è stata diffusa martedì dal sito di tecnologia Register, mentre Intel non ha ancora reso pubblici molti dettagli per dare tempo ai produttori di sistemi operativi e agli esperti di sicurezza informatica di risolvere il problema. Seppure in assenza di dettagli, molti osservatori si chiedono come la falla di sicurezza possa essere passata inosservata per così tanto tempo, e se qualcuno possa averne approfittato per sottrarre dati all’insaputa delle persone interessate.

Semplificando molto, il processore è il componente di ogni computer che ne gestisce i comandi e coordina le altre risorse. Maggiore è la sua capacità di calcolo, maggiore il numero di operazioni che è in grado di eseguire in un certo periodo di tempo: la velocità del computer che stiamo usando dipende da molte cose, ma una delle più importanti è questa potenza di calcolo. Intel è il principale produttore di processori al mondo e ora sappiamo che la maggior parte dei processori Intel venduti nell’ultima decina di anni ha una falla di progettazione che potrebbe consentire a programmi malevoli di leggere parte dei dati che vengono elaborati.

La falla dà accesso ad alcune aree protette della memoria utilizzata per il kernel, la parte più delicata del sistema operativo che dialoga direttamente con l’hardware del computer. In alcune circostanze, la falla potrebbe essere usata per sottrarre con relativa facilità informazioni come le proprie password.

Per risolvere il problema si può solamente ricorrere a una soluzione software, perché la falla è parte stessa del modo in cui sono progettati i processori Intel di tipo x86-64, i più diffusi degli ultimi anni. Deve essere quindi il sistema operativo a intervenire per chiudere quell’accesso. In misura diversa è quindi necessario un aggiornamento di Windows (Microsoft), macOS (Apple) e di Linux. A giudicare dalle informazioni che circolano online tra gli sviluppatori, e la loro fretta nel cercare soluzioni, il problema sembra essere piuttosto serio e riguarda non solo i computer che utilizzano le singole persone, ma anche sistemi più complessi usati per esempio in ambito aziendale o per il mantenimento dei siti online.

La buona notizia è che una soluzione esiste e i principali produttori di sistemi operativi sono già al lavoro per adottarla, quella meno buona è che gli aggiornamenti per risolvere il problema potrebbero rallentare notevolmente i computer. Questo perché la soluzione passa attraverso un’esclusione di buona parte dei processi che il computer gestisce per il singolo utente dalla memoria messa a disposizione del kernel, rallentando la loro elaborazione. Il rallentamento stimato è tra il 5 e il 30 per cento a seconda delle condizioni e delle elaborazioni che gestisce in quel momento il processore.

Salvo casi eccezionali, il rallentamento per la maggior parte dei proprietari di computer dovrebbe essere irrilevante, mentre le cose si potrebbero complicare per sistemi molto complessi, come quelli che gestiscono i servizi cloud attraverso migliaia di computer (server) collegati tra loro. Un’intera rete più lenta del 5 per cento nel gestire alcune informazioni potrebbe causare disservizi, in mancanza di altre soluzioni per attenuare il problema.

Intel fornirà informazioni più dettagliate nelle prossime settimane, mentre ci sono notizie di alcuni sistemi di rete già aggiornati negli ultimi mesi del 2017. Non è escluso che in futuro si riesca a trovare una soluzione software migliore, che renda meno marcati i rallentamenti dei processori.

Auguri a tutti di serenità per queste feste BUON NATALE
24/12/2017

Auguri a tutti di serenità per queste feste BUON NATALE

Microsoft a grande sorpresa, ha ufficialmente rilasciato un nuovo e corposo aggiornamento cumulativo per Windows 10, il ...
01/12/2017

Microsoft a grande sorpresa, ha ufficialmente rilasciato un nuovo e corposo aggiornamento cumulativo per Windows 10, il quale porta il sistema operativo alla build 16299.98.

Windows 10 si aggiorna: Tutte le migliorie

Di seguito vi riportiamo il changelog delle migliorie introdotte:

Sistemato un problema riguardante alcuni script che bloccavano Internet Explorer

Risolto un problema con la finestra IME in Internet Explorer

Risolto un problema con il rendering di elementi grafici in Internet Explorer

Sistemato un problema che causava il crash di alcune applicazioni

Sistemato un problema che affliggeva le performance di giochi e app DirectX9

Sistemato un problema che impediva il funzionamento di Forza MotorSport 7 e Horizon 3 su alcuni notebook di fascia alta

Risolto un problema che impediva il salvataggio di alcune impostazioni

Sistemato un problema che impediva ai dispositivi di rete RNDIS5 di ottenere un indirizzo IP valido

Sistemato un problema legato alla comparsa dell'orario nella schermata di blocco

Sistemato un problema che coinvolgeva alcune stampanti SIDM Epson e TM (POS), le quali non stampavano documenti

L'aggiornamento come sempre, è disponibile tramite il servizio Windows Update del sistema operativo. Nel caso in cui non vi venga notificato alcun update, non vi resta che attendere.

Se hai trovato utile queste informazioni metti mi piace e condividi il post

Grazie.

Ecco uno dei motivi per cui é preferibile un installazione del s.o.  standard al posto di quella già presente nei PC all...
30/11/2017

Ecco uno dei motivi per cui é preferibile un installazione del s.o. standard al posto di quella già presente nei PC all'acquisto.

Molti utenti HP sono sul piede di guerra dopo che è circolata la notizia secondo la quale il produttore statunitense avrebbe installato su alcuni PC e a loro insaputa un software per la telemetria. La questione è emersa il 15 novembre scorso, quando sono iniziate le segnalazioni sul forum di rallentamenti in alcuni casi vistosi nelle prestazioni. Non c'è voluto molto per identificare come colpevole il software HP Touchpoint Analytics Client, un'applicazione che rileva diversi dati dal computer anche mediante l'avvio di altre app e servizi.

C'è chi ricordando la vicenda Lenovo accusa HP delle stesse violazioni, chi punta il dito sull'improbabile volontà dolosa del produttore di rallentare le prestazioni dei propri PC. Quello che appare certo al momento è che i clienti che si stanno lamentando sui forum ufficiali di HP sottolineano di non essere stati avvisati delle attività di questo tool, e di conseguenza di non averne autorizzata l'installazione e la conseguente raccolta dei dati.

Come il software sia arrivato sui PC non è chiaro: secondo la maggior parte degli utenti sarebbe stato diffuso tramite gli aggiornamenti di Windows Update, che comprendono l'aggiornamento dell'HP Touchpoint Analytics Service alla versione 4.0.2.1435.

HP è scesa in campo con una dichiarazione ufficiale che riportiamo di seguito, e che in buona sostanza spiega che non c'è nulla di nuovo:

HP Touchpoint Analytics è un servizio che offriamo dal 2014 come parte dell'HP Support Assistant. Raccoglie in modo anonimo le informazioni diagnostiche relative alle prestazioni dell'hardware. Nessun dato viene condiviso con HP a meno che non sia esplicitamente concesso l'accesso. I clienti possono disdire o disinstallare il servizio in qualsiasi momento.

HP Touchpoint Analytics è stato recentemente aggiornato e non sono state apportate modifiche alle impostazioni sulla privacy. Prendiamo molto sul serio la privacy dei clienti e agiamo in conformità con una politica rigorosa.

Forse nessuno si era accorto prima della sua presenza perché l'ultima versione non funziona come dovrebbe e rallenta troppo il sistema? Il software in questione può essere rimosso in modo relativamente rapido e semplice.

Il colosso delle CPU annuncia l'arrivo di un nuovo prodotto targato Intel Optane. Il nuovo SSD si presenta come una solu...
31/10/2017

Il colosso delle CPU annuncia l'arrivo di un nuovo prodotto targato Intel Optane. Il nuovo SSD si presenta come una soluzione ultra-veloce per creatori di contenuti, ingegneri, sviluppatori e videogiocatori, insomma chiunque tragga beneficio da uno storage di ultima generazione. L'Intel Optane SSD 900P è perciò un'incarnazione più definitiva della memoria 3D XPoint, una netta evoluzione dal più semplice utilizzo di cache dei precedenti moduli da 16 GB o 32 GB. Intel ha deciso di presentare questo nuovo prodotto al CitizenCon, un evento tutto dedicato al popolare gioco ambientato nello spazio, StarCitizen. Con questa mossa l'azienda vuole sottolineare i benefici nel gaming, ma specialmente spingere a sviluppi futuri per far si che le risorse dell'Intel Optane SSD 900P vengano impiegate al meglio. In collaborazione con Robert Space Industries, l'acquisto di questo SSD includerà la navicella Sabre Raven, un contenuto esclusivo in-game per StarCitizen. La peculiarità di questa navicella è ovviamente la velocità. Ma passiamo al succo del discorso, l'Intel Optane 900P è davvero la tecnologia rivoluzionaria promessa?

Intel Optane SSD 900P news: caratteristiche ufficiali

Questo primo rilascio di un SSD 3D XPoint vero e proprio al mercato consumer, si presenta in due capacità: 480 GB e 280 GB. Entrambi disponibili principalmente in formato PCIe, con il modello a 280 GB disponibile anche in formato U.2. Entrambi i modelli possono vantare prestazioni in lettura e scrittura sequenziale da 2500 MB/s e 2000 MB/s rispettivamente, mentre quella casuale arriva a 550000 IOPS e 500000 IOPS.

Non sembra infatti che la dimensione più ampia aumenti la performance dell'SSD, a detta di Intel è la tecnologia 3D XPoint ad essere talmente veloce da non beneficiare dei tagli più grossi. L'esclusiva tecnologia utilizzata permette una latenza inferiore ai 10 microsecondi, ma specialmente una durabilità di 8.76 PB di dati scritti, una caratteristica eccezionale comparata agli attuali SSD NAND.

Infatti, anche nei confronti del rinomato Samsung 960 PRO da ben 2 TB che raggiunge picchi di 360000 IOPS e 440000 IOPS, il nuovo Intel Optane SSD 900P se la cava più che bene. Specialmente se consideriamo la durabilità del SSD Samsung che si ferma a 1.2 PB.

Come altri SSD top di gamma, è difficile consigliarlo per un utilizzo comune del computer. In questi contesti la differenza sarà pressoché impercettibile comparato ad un tipico SSD SATA3 ed il prezzo richiesto dal Intel Optane SSD 900P, come vedremo, non è per niente da sottovalutare. A meno che non si abbia a che fare con una grandissima mole di dati e la necessità di elaborarli il più rapidamente possibile, un SSD di questo livello andrà sprecato. Anche i consumi sono superiori a quelli di un comune SSD M.2, rendendolo di fatto poco ideale all'interno di un portatile. Ciò nonostante le performance sono sorprendenti e l'evoluzione dei prodotti Intel Optane promette davvero bene.

Intel Optane SSD 900P news su prezzo e data uscita in Italia

Il nuovo prodotto 3D XPoint per il mercato consumer, Intel Optane SSD 900P, è disponibile ufficialmente dal 27 ottobre, ma dovremmo attendere qualche giorno per l'effettiva disponibilità sui principali shop online. Il prezzo è di 389€ circa per il modello da 280 GB e 599€ circa per quello da 480 GB. Un prezzo per GB molto superiore anche alle proposte di SSD NAND di ultima generazione, ma è il costo dei cosiddetti early adopters. Sviluppi futuri infatti potrebbero dare la possibilità ad un più largo numero di consumatori di poter provare con mano i benefici della tecnologia 3D XPoint. Intanto il rilascio di un SSD vero e proprio Intel Optane è una notizia più che positiva.ù

Rimanete sintonizzati sulla nostra pagina “Intel Optane SSD 900P news” per scoprire tutti i dettagli sul nuovo componente hardware!

Florin Dragos

L'articolo Intel Optane SSD 900P news: il nuovo SSD dalle prestazioni promettenti è stato pubblicato per la prima volta su Ridble.

L'articolo Alcuni popup di iOS sono fasulli e vi ruberanno la passwordVi è mai capitato di navigare su internet ed impro...
11/10/2017

L'articolo Alcuni popup di iOS sono fasulli e vi ruberanno la password

Vi è mai capitato di navigare su internet ed improvvisamente visualizzare sullo schermo il classico popup dove viene richiesto il login con il vostro Apple ID?

Talvolta è lo stesso iOS a chiederci di effettuare l'accesso, soprattutto se stiamo scaricando un'applicazione, ma altre volte questi popup sono finti e collegati a siti di phishing.

Esistono molti tipi di phishing ed i più conosciuti sono quelli tramite email ed sms. Solitamente questi messaggi sono facilmente riconoscibili perchè sono scritti male in italiano e richiedono l'accesso per rubarvi username e password in maniera tale da impossessarvi del vostro account.

L'evoluzione di questo sistema ha portato alcuni siti a far partire popup del tutto simili a quelli Apple che si confondono alla perfezione con il sistema operativo. Questo induce gli utenti a pensare che sia stata Apple a far apparire il popup, di conseguenza, con fiducia, inseriscono i dati e vengono “fregati”.

La maggior parte dei siti di phishing fa apparire il popup nello stile grafico di iOS 10, quindi chi aggiorna ad iOS 11 è un pochino più tutelato (almeno per il momento) perchè noterà che la grafica è differente e quindi riconoscerà la truffa.

Negli altri casi invece, non è affatto facile riconoscere il phishing. Guardate le immagini qui sotto: un popup è reale e l'altro è del tutto fasullo.

Esiste un solo modo per capire se siamo di fronte ad un popup vero o finto: Bisogna cliccare il tasto Home. Se il popup sparisce e si chiude l'applicazione sottostante, allora era phishing e vi avrebbero rubato username e password (sia cliccando “Accedi” che su “Annulla”). Se invece l'app si chiude ma il popup resta in sovra impressione, allora è quello ufficiale di iOS.

Se volete avere una maggiore sicurezza, chiudete sempre questo tipo di popup ed effettuate l'accesso direttamente in Impostazioni > App Store.


Leggi fonte iSpazio

La truffa del pacco onlineAttenzione è un virus Viviamo aspettando sorprese e colpi di fortuna: alzi la mano chi non lo ...
09/10/2017

La truffa del pacco online

Attenzione è un virus

Viviamo aspettando sorprese e colpi di fortuna: alzi la mano chi non lo fa?
E su questa debolezza comune fa forza l'ultima truffa online. I malcapitati ricevono una email con il celebro logo DHL, corriere per la consegna di pacchi, in cui si avvisa di cliccare nel link per confermare la spedizione.

Truffa del pacco DHL: la email a cui prestare attenzione

Attenzione, quindi, a non lasciarsi ingannare dalla faccia rassicurante del pupazzo del fattorino DHL nella email. Si tratta di una truffa e può costare caro.

Chi sta aspettando qualcosa che ha ordinato online molto spesso clicca incautamente senza controllare che i dati corrispondano. Ma, proprio per la premessa con cui abbiamo aperto l'articolo, pare che anche chi non abbia effettuato alcun ordine cede alla tentazione di cliccare magari sperando in una sorpresa. Peccato che l'unica “sorpresa” che si trova è quella di un virus o, peggio ancora, di una truffa che spinge ad inserire dati sensibili (con il rischio di clonazione carte e conti etc).

A dare l'allerta è stato lo Sportello dei Diritti che, raccogliendo l'invito del post sulla pagina Facebook della Polizia Postale, invita a diffidare da certi messaggi e a tenere gli occhi ben aperti.

Se invece avete già cliccato il link contenuto nella email truffa, o peggio ancora avete inserito dati personali, occorre contattare subito lo Sportello dei Diritti oppure fare denuncia alla Polizia Postale.

Simile la truffa delle spedizioni di reso da Amazon

Truffa del reso Amazon: come potrebbero cambiare le condizioni per la spedizione di merce guasta o difettosa

Ritiro smartphone usati: l'ultima truffa che colpisce gli annunci online

Fonte: Fisco - Investireoggi.it

Macitynet mette alla prova il nuovo file system APFS di High Sierra per le unità SSD. Nelle prove il confronto delle pre...
07/10/2017

Macitynet mette alla prova il nuovo file system APFS di High Sierra per le unità SSD. Nelle prove il confronto delle prestazioni tra APFS e HFS+: i valori in lettura e scrittura sono simili, le sorprese arrivano in alcune operazioni dove APFS fa la differenza

La novità più importante di macOS 10.13 High Sierra è Apple File System (APFS). Con l'ultimo sistema operativo questo nuovo filesystem è quello attivato di default sui Mac con unità SSD (Solid State Drive), offre codifica forte, condivisione dello spazio, istantanee, ridimensionamento rapido delle directory, oltre a integrare numerose migliorie fondamentali. APFS è ottimizzato per l'archiviazione Flash/SSD utilizzata nei computer Mac recenti, può essere usato anche nei sistemi precedenti con unità HDD (Hard Disk Drive) tradizionali e archivi esterni. macOS High Sierra supporta APFS sia per i volumi di avvio che per i volumi di dati.

Di APFS abbiamo parlato più volte, qui i dettagli tecnici più importanti, spiegando i vantaggi offerti, e con la disponibilità della versione definitiva del nuovo sistema operativo per Mac abbiamo svolto dei test a confronto tra APFS e HFS+ per verificare se oltre a migliorie “strutturali”, il nuovo filesystem porti migliorie in termini di velocità pura.

Abbiamo eseguito alcuni test su due Mac di verso tipo. Il primo Mac usato è un MacBook Air di ultima generazione con Unità SSD PCIe da 128GB (quella di serie proposta da Apple); il secondo computer utilizzato è un Mac mini fine 2012 sul quale abbiamo installato al posto del tradizionale disco rigido una unità SSD KINGSTON modello SV300S37A240G. Su entrambi i computer abbiamo avviato alcuni benchmark usando macOS 10.12 Sierra; abbiamo poi installato macOS 10.13 High Sierra e ripetuto gli stessi test verificando eventuali discrepanze tra precedente e nuovo sistema.

Prove sull'unità flash SSD PCIe da 128GB del MacBook Air

Usando AJA System Test (utility che consente di verificare i valori di trasferimento dati in modalità sequenziale) il MacBook Air fine 2015 con unità flash SSD PCIe da 128GB inizializzata in HFS ha evidenziato valori di 701 MB/sec in scrittura e 1389 MB/sec in lettura. I valori si sono dimostrati simili inizializzando l'unità come APFS: 715 MB/sec in lettura e 1388 MB/sec in scrittura. Anche con l'utility QuickBench abbiamo ottenuto risultati simili: 1240 MB/sec il picco in lettura con l'unità inizializzata in HFS+ e 1302 MB/sec con la stessa unità inizializzata come APFS.

Abbiamo fatto delle prove empiriche anche dal Finder di macOS. La copia di una cartella di quasi 7GB all'interno dello stesso volume ha richiesto circa 10 secondi con macOS 10.12 Sierra. Usando macOS 10.13 High Sierra la stessa cartella è stata copiata quasi all'istante (una manciata di secondi). Ottenere dettagli come ad esempio le dimensioni complesse di cartelle e sottocartelle in “Sistema” (directory presente nella radice dell'unità sulla quale è installato il sistema operativo) ha richiesto circa quindici secondi con macOS 10.12 Sierra e dieci secondi in più con macOS 10.13 High Sierra.

Test di velocità su MacBook Air inizio 2015 con macOS High Sierra 10.13 su unità flash APPLE SSD SM0128G (128GB) inizializzata come APFS Test di velocità su MacBook Air inizio 2015 con macOS High Sierra 10.13 su unità flash APPLE SSD SM0128G (128GB) inizializzata come APFS Test di velocità su MacBook Air inizio 2015 con macOS Sierra 10.12 su unità flash APPLE SSD SM0128G (128GB) inizializzata come HFS+ Test di velocità su MacBook Air inizio 2015 con macOS Sierra 10.12 su unità flash APPLE SSD SM0128G (128GB) inizializzata come HFS+

Prove con una unità SSD da 240GB Kingston su Mac mini 2012

Abbiamo a questo punto eseguito delle prove su un Mac mini fine 2012 sul quale, come spiegato all'inizio al posto del tradizionale disco rigido è installato una unità SSD Kingston da 240GB. Con macOS 10.12 Sierra l'utility AJA System Test Lite ha evidenziato un valore di 470MB/Sec in scrittura e 486 MB/sec in lettura con il disco inizializzato come HFS. Identici i valori ottenuti passando a macOS 10.13 High Sierra: la stessa unità SSD inizializzata come APFS ha evidenziato valori di 470 MB/sec in scrittura e 486 MB/sec in lettura.

L'utility QuickBench ha evidenziato un valore di 410MB/sec con l'SSD inizializzato come APFS. I numeri sono cambiati poco con l'inizializzazione nel formato macOS esteso: 434MB/Sec. Anche con l'unità SSD tradizionale le copie di grandi cartelle sullo stesso volume APFS sono molto più veloci (ma questa è una peculiarità del nuovo filesystem). La copia di una cartella da 20GB sullo stesso volume richiede non più di un paio di secondi.

Conclusioni

Sulle due macchine utilizzate per le prove non vi sono grandi differenze in termini di prestazioni quando le unità flash/SSD sono inizializzate come APFS o HFS+. Nel Finder di macOS si notano migliore quando si esegue la copia all'interno di uno stesso volume, uno dei vantaggi del nuovo filesystem. Ricordiamo che Apple non ha ancora attivato per default la conversione in APFS su Fusion Drive, le unità di storage disponibili con alcuni iMac e Mac mini che combinano memoria flash e disco rigido tradizionale. Il supporto come disco di sistema per queste unità arriverà probabilmente con i prossimi aggiornamenti di macOS 10.13 High Sierra.

Fonte MACITYNET.IT

WhatsApp si aggiorna, la versione 2.17.60 introduce diverse novità grafiche e funzionali. Il team di sviluppo WhatsApp c...
07/10/2017

WhatsApp si aggiorna, la versione 2.17.60 introduce diverse novità grafiche e funzionali.

Il team di sviluppo WhatsApp continua a perfezionare l'applicazione per renderla sempre più sicura e funzionale. In queste ore infatti gli utenti iOS potranno godere di un nuovo aggiornamento in fase di rilascio.

La nuova versione è caratterizzata dal numero 2.17.60 permetterà di migliorare notevolmente l'usabilità dell'app con ovvi benefici per gli utenti. Gli sviluppatori si sono soffermati principalmente sulla User Interface. È stata migliorata a grafica generale di WhatsApp per apparire più omogenea allo stile iOS. Infatti il menù Impostazioni è stato ridisegnato per adattarsi allo stile delle Impostazioni dei dispositivi Apple.

Inoltre è stata potenziata la funzione di Ricerca per poter trovare con più facilità una determinata informazione persa tra i vari messaggi di una chat. Basterà aprire la conversione, toccare il nome della chat in alto e selezionare la voce Info contatto/ Info gruppo. Dopo questi passaggi basterà cliccare su Ricerca Chat e si avrà accesso alla funzione di ricerca.

Il changelog ufficiale riporta anche una leggera modifica alla pubblicazione degli stati su WhatsApp. Le fasi di testo saranno sempre visibili per 24 ore per poi scomparire. Sarà possibile scegliere il carattere e il colore di sfondo dello stato da condividere.

L'aggiornamento è in fase di rilascio automatico tramite Apple Store

Fonte Tecnoandroid

Indirizzo

Via Salerni
Montalto Uffugo
87046

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
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Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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