17/06/2026
Il 17 giugno 2010 la società bielorussa VirusBlokAda individuava Stuxnet, il worm che avrebbe cambiato per sempre il modo di interpretare la cybersecurity.
Per la prima volta un malware dimostrava di poter colpire sistemi industriali e infrastrutture critiche, portando il rischio cyber oltre il perimetro di dati, reti e sistemi IT.
La sua caratteristica più sorprendente, però, era un'altra. Stuxnet non rubava dati e non bloccava sistemi. Faceva qualcosa di molto più sofisticato: modificava il funzionamento delle centrifughe dell'impianto nucleare iraniano di Natanz e contemporaneamente mostrava agli operatori dati apparentemente normali. In pratica, mentre il danno avveniva, chi controllava gli impianti vedeva tutto sotto controllo.
Una dinamica che ha anticipato molti dei temi oggi al centro della OT Security e della protezione delle infrastrutture critiche, dimostrando che un attacco informatico può influenzare processi fisici reali senza manifestarsi in modo evidente.
A distanza di quindici anni, Stuxnet continua a essere uno dei casi più studiati nella storia della cybersecurity.