04/03/2026
Il 4 Marzo di 83 anni fa nasceva Lucio Dalla. Un piccolo genio che se n'è andato oramai da 14 anni. Un'artista che dal 1975 al 1980 ( a mio parere il periodo più illuminato dell'artista Bolognese) ha regalato a tutti noi, grazie anche al suo paroliere del tempo Roberto Roversi, delle splendide poesie sotto forma di canzoni.
Una per tutte che, sebbene in giovane età, mi toccò nel profondo è TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA inserita nell'album ANIDRIDE SOLFOROSA.
Un testo illuminato, toccante, ed una musica struggente legati insieme dalla voce di Lucio. Il testo recita:
""I sassi della stazione sono di ruggine nera
Sto sotto la pensilina dove sventola adagio una bandiera
In un campo una donna si china su due agnelli appena nati
Striscia il vento n**o sopra il fuoco, il fuoco violento dei prati
Un uc***lo, isolato, raccoglie sopra un vagone abbandonato
Il cielo grande di ottobre e gli strappa il fianco bianco e gelato
Intorno, dopo la notte, ci sono tronchi sporchi di mosto
E mille macchine in fila, laggiù, in un deposito nascosto
Apro il giornale e provo a leggere per nascondermi un poco
Mentre lei parla ad un uomo e io riconosco il suo suono un poco roco
Chiudo il giornale, la guardo, lei è voltata, non mi vede
I capelli sono biondi e sono tinti, dunque lei alla vita non cede
Vuoi guardarmi? Occhio della mente, occhio della memoria
Una donna è vecchia quando non ha più giovinezza
Ascolto la marea del cuore perché siamo vicini
L'ho ritrovata per caso, ma non è più una ragazza
Vorrei chiamarla, dirle, le volpi con le code incendiate
Non parlano, ma gridano pazze fra gli alberi per il dolore
Sediamoci per terra oppure là, sopra panchine imbiancate
Sediamoci sopra un letto di foglie secche e ascoltiamo il nostro cuore
Ci siamo scordati e perduti, ti ritrovo adesso all'improvviso
Dentro una piccola stazione, in un giorno grigio d'ottobre
Tu non mi guardi neppure, io solo ho l'inferno nel cuore
Perché la vita è una goccia che scava la pietra del viso
Ogni mattina, ogni sera, io parto e ritorno da solo
Come il ragazzo che ero, non posso più bruciare in un volo
Il treno arriva, si ferma, la mia ombra sale, parte, scompare
Io ti vedo giovane ancora, come in un sogno dileguare""
MV