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Morpheos Siamo una PMI innovativa nel campo ICT, fondata da un team di ingegneri elettronici e informatici.

Come Innovation Advisors sviluppiamo progetti IoT e di Intelligenza Artificiale per PMI e Corporate Nazionali ed Internazionali

Per molti sarà "aramaico", ma da azienda di Progettazione Hardware e Software, ogni tanto ci tocca essere più tecnici de...
04/09/2026

Per molti sarà "aramaico", ma da azienda di Progettazione Hardware e Software, ogni tanto ci tocca essere più tecnici del solito, soprattutto quando ci troviamo a 7 giorni dalla deadline CRA dell'11 settembre.

Si tratta infatti di un tema che sta tenendo occupati molti CTO industriali, ovvero: come si costruisce nel concreto una SBOM che superi un audit vero e proprio?

Il Cyber Resilience Act non nomina uno standard specifico. Chiede un formato "comunemente usato e machine-readable" che copra almeno le dipendenze di primo livello.
Sembra semplice. Non lo è affatto!

Ecco i 5 passi operativi che stiamo consolidando internamente e che condividiamo pubblicamente per chi sta partendo adesso:

1. Scegliere il formato: CycloneDX 1.6 come default.
CycloneDX (OWASP Foundation) è al 44% di adozione, SPDX (Linux Foundation) al 29% secondo ENISA. CycloneDX 1.6 copre anche VEX (Vulnerability Disclosure) e ML-BOM. SPDX 3.0.1 se il cliente finale lo richiede esplicitamente. Non improvvisate formati proprietari: non superano audit europei.

2. Scegliere il tool: Syft per artefatti generici, Trivy per container, cdxgen per source code.
Tre tool open-source coprono la maggior parte dei casi industriali. Syft (Anchore) è il più diffuso in produzione. Trivy è ottimo per pipeline container-based. cdxgen è specializzato in analisi da source code. Non esiste "il migliore": esiste "quello giusto per il vostro deliverable".

3. Generare dall'artefatto finale, MAI solo dai lockfiles.
Errore tipico: generare la SBOM da package.json o requirements.txt. Cattura le dipendenze dichiarate, non le runtime, non i pacchetti OS, non le librerie native. Sempre dall'immagine container o build finale. Chi genera dai soli lockfiles se ne accorge alla prima vulnerabilità zero-day.

4. Integrare nel CI/CD.
La SBOM non è un documento generato una volta. Deve essere rigenerata ad ogni build e allegata all'artefatto. Investimento infrastrutturale che paga dal secondo audit in poi.

5. Retention 10 anni + processo di aggiornamento.
Il CRA richiede conservazione documentale della SBOM per 10 anni dopo l'immissione sul mercato. Non basta generarla: serve un processo che sopravviva più a lungo del team che l'ha creato.

Il paradosso che stiamo vedendo: la SBOM non è formalmente obbligatoria fino all'11 dicembre 2027, ma è precondizione operativa per l'obbligo di reporting vulnerabilità che parte l'11 settembre. Chi arriva a settembre 2026 senza una SBOM strutturata, non ha su cosa fare reporting.

Nei prossimi mesi torneremo su questi temi con maggiore profondità operativa.

Il 71% delle grandi imprese manifatturiere italiane ha avviato almeno un'iniziativa Industrial IoT. Nel campo delle medi...
31/08/2026

Il 71% delle grandi imprese manifatturiere italiane ha avviato almeno un'iniziativa Industrial IoT. Nel campo delle medie imprese, invece, la percentuale scende al 59%. Sono 12 punti di differenza. Vale la pena chiedersi perché.
(Dati Osservatorio Internet of Things · Politecnico di Milano · aprile 2026).

La lettura più comune del gap è che le medie imprese siano "meno mature digitalmente".
Nella nostra esperienza sul campo, questa lettura è imprecisa.

Il gap non è di conoscenza — la maggior parte dei CTO e CEO di media impresa che incontriamo conoscono bene i temi IoT industriali. Il gap è di accesso a un metodo strutturato per decidere velocemente.

Una grande impresa può permettersi 6-12 mesi di esplorazione strutturata: proof of concept multipli, benchmarking di 4-5 partner, comitati tecnici di valutazione. Una media impresa non dispone di tale disponibilità — non perché sia meno capace, ma perché il suo team tecnico deve continuare a portare avanti la produzione corrente mentre valuta il nuovo.

La conseguenza pratica è che le medie imprese, quando decidono di avviare un progetto IoT, hanno bisogno di framework operativi già strutturati, non di deck strategici.
Questo è ciò che stiamo vedendo con crescente chiarezza negli ultimi 24 mesi. Ed è un tema su cui torneremo nelle prossime settimane in modo dedicato.

Fonte: Osservatorio Internetof Things · Politecnico di Milano · Convegno "IoT meets AI · nuove opportunità, nuove responsabilità" · 16 aprile 2026 (dati mercato IoT 2025 · valore 10,9 mld €, +12% YoY).

Morpheos · Made in Italy

Ci sono 3 domande che riceviamo quasi ad ogni primo incontro con un potenziale partner. Abbiamo pensato dunque di rispon...
27/08/2026

Ci sono 3 domande che riceviamo quasi ad ogni primo incontro con un potenziale partner. Abbiamo pensato dunque di rispondere pubblicamente esattamente come rispondiamo in riunione: senza filtri commerciali.

1. "In quanto tempo un prototipo diventa prodotto in produzione?"

La nostra risposta è, quasi sempre: “dipende”. Dipende dallo stato del prototipo, ma se parliamo di un prototipo funzionale (non un mock-up estetico), 8-12 mesi per un dispositivo IoT industriale medio. Chi vi dice 6 mesi sta vendendo, non progettando. Al mese 10, quando si arriva alla certificazione, si scopre perché.

2. "Quanto costa davvero un progetto IoT verticale end-to-end?"

Dipende da variabili che chi lavora realmente in quest’ambito sa bene non può standardizzare: livello di smartizzazione a cui si vuole arrivare (usiamo un framework a 5 livelli che abbiamo condiviso a giugno), volumi di produzione, requisiti di certificazione settoriali, quanto strutturata dev'essere la manutenzione post-vendita per gli anni di vita del prodotto. Preferiamo confrontarci sui numeri reali, non stimarli in astratto. La cosa che possiamo dire è questa: la variabile che fa oscillare di più il costo non è la tecnologia. È il livello di ambizione industriale del progetto.

3. "Perché avete detto no a un cliente potenziale che vi ha contattato?"

Perché in 12 anni abbiamo capito che alcune conversazioni tecniche, per quanto interessanti, non hanno le condizioni per diventare progetti. Quando dal primo incontro emerge che il time-to-market richiesto è irrealistico, o che il budget disponibile non regge la manutenzione a 3 anni, o che il cliente cerca "un fornitore" e noi cerchiamo un partner — è più onesto dirlo subito. Ci costa clienti. Ci consente di lavorare bene con quelli che restano.

Queste sono le risposte che diamo. Forse non sono le più commerciali, ma ci auguriamo siano le più utili.

Rieccoci! Siamo tornati, più belli, più carichi e più abbronzati come promesso.Ma la vera notizia non è che siamo tornat...
24/08/2026

Rieccoci! Siamo tornati, più belli, più carichi e più abbronzati come promesso.
Ma la vera notizia non è che siamo tornati — è cosa abbiamo deciso di portare avanti da qui a fine anno.
Nel corso delle prossime settimane condivideremo un lavoro strutturato che stiamo preparando da mesi. Un materiale operativo pensato per PMI manifatturiere italiane che stanno valutando come rendere smart il proprio catalogo prodotti — con framework, checklist, esempi concreti.
Ne parleremo in modo dedicato e approfondito. Nel frattempo, riprendiamo il lavoro sui temi che hanno attraversato questi ultimi mesi: compliance industriale, IoT verticale, evoluzione delle piattaforme, casi reali dai nostri progetti e tanta, tanta innovazione.
Buon rientro a chi torna oggi, buon lavoro a chi non si è fermato. E buone ferie a chi invece inizia oggi le proprie vacanze.
Restate connessi per conoscere le sorprese dei prossimi mesi. Noi ci rituffiamo sui nostri progetti.

Il nostro team vi saluta per una piccola parentesi sotto l'ombrellone.Oggi è il nostro ultimo giorno di lavoro tra dispo...
07/08/2026

Il nostro team vi saluta per una piccola parentesi sotto l'ombrellone.
Oggi è il nostro ultimo giorno di lavoro tra dispositivi, righe di codice e Gantt di progetto. Rientreremo lunedì 24 agosto, più riposati e abbronzati, per riprendere con ancor più energie e idee.
Ci risentiamo, dunque, al rientro.
Buone vacanze a tutti! ☀️

28 giorni. 3 post normativi: non è casuale la nostra linea e programmazione editoriale!Il 3 luglio abbiamo parlato del C...
03/08/2026

28 giorni. 3 post normativi: non è casuale la nostra linea e programmazione editoriale!

Il 3 luglio abbiamo parlato del CRA e della deadline dell'11 settembre 2026. Il 24 luglio di Matter 1.6 e Product Security 1.1. Venerdì scorso del Digital Omnibus e del rinvio degli obblighi AI Act al 2 dicembre 2027.

Se avete seguito i 3 post separatamente, avete letto 3 aggiornamenti. Se li leggete insieme, raccontano qualcosa di più grande.

Nel biennio 2026-2028, il quadro normativo europeo per chi progetta prodotti connessi non si aggiorna. Si riscrive.

CRA, AI Act, Product Security 1.1, EU Machinery Regulation (gennaio 2027), NIS2, Article 50 sulla trasparenza AI: sono 6 corpi normativi che entrano in vigore in 24 mesi, si intersecano, e definiscono insieme cosa significa "immettere sul mercato UE" un prodotto con elementi digitali.

La lettura che ci portiamo dietro dopo 3 post e 28 giorni di lavoro è una sola: chi tratta questi 6 corpi come "temi separati" farà 6 progetti di compliance. Chi li tratta come un'unica architettura di sicurezza e trasparenza integrata farà un progetto solo.

A parità di risorse, la seconda impostazione porta 3-4 anni di vantaggio strutturale.

È il tema più sottovalutato del 2026 nel settore IoT industriale italiano. Parliamone insieme!

Il 29 giugno 2026 il Consiglio UE ha dato via libera finale al Digital Omnibus che rinvia gli obblighi AI Act ad alto ri...
31/07/2026

Il 29 giugno 2026 il Consiglio UE ha dato via libera finale al Digital Omnibus che rinvia gli obblighi AI Act ad alto rischio dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027.
Se progettate prodotti con AI embedded o sviluppate sistemi AI in Europa, ci sono 3 domande a cui il vostro CdA dovrebbe rispondere al più presto.

1. Come userete i 17 mesi in più?
Il rinvio è tecnico (standard CEN-CENELEC non pronti), non regolatorio. Il livello di severità richiesto non è cambiato. Chi tratterà questo tempo come pausa arriverà al 2027 dove sarebbe dovuto arrivare già nel 2026.

2. Avete verificato cosa rimane operativo dal 2 agosto 2026?
Article 50 sulla trasparenza dei sistemi AI resta in vigore. Prohibited practices e GPAI rules già attivi. Sanzioni fino a 35 milioni di euro o 7% del fatturato globale invariate. Il vostro team compliance ha una mappa aggiornata di cosa scatta comunque?

3. Come si intreccia con la vostra roadmap CRA?
L'11 settembre 2026 scatta l'obbligo CRA di reporting vulnerabilità entro 24h. Product Security 1.1 (Matter) è già stato allineato al CRA. Chi costruisce ora un'architettura di sicurezza integrata (AI Act + CRA + Product Security) avrà un vantaggio strutturale nel 2027.

Se avete risposto "non ancora" a più di una di queste domande, è un tema che merita di essere portato sul tavolo del vostro prossimo CdA o con noi qualora voleste approfondire queste tematiche!

Fonti:
1. Gibson Dunn — "EU AI Act Omnibus Agreement — Postponed High-Risk Deadlines and Other Key Changes" - Link: 🔗 https://www.gibsondunn.com/eu-ai-act-omnibus-agreement-postponed-high-risk-deadlines-and-other-key-changes/;
2. Freshfields — "EU AI Act unpacked #34: The final Digital Omnibus on AI" - Link:
🔗 https://www.freshfields.com/en/our-thinking/blogs/technology-quotient/eu-ai-act-unpacked-34-the-final-digital-omnibus-on-ai-key-amendments-to-the-a-102nber;
3. DLA Piper — "The Digital AI Omnibus: Proposed deferral of high risk AI obligations under the AI Act (update)" - Link: 🔗 https://knowledge.dlapiper.com/dlapiperknowledge/globalemploymentlatestdevelopments/2026/The-Digital-AI-Omnibus-Proposed-deferral-of-high-risk-AI-obligations-under-the-AI-Act

Oggi vogliamo parlarvi di qualcosa che, nel corso di questi 12 anni, abbiamo capito in maniera sempre più forte.Una part...
28/07/2026

Oggi vogliamo parlarvi di qualcosa che, nel corso di questi 12 anni, abbiamo capito in maniera sempre più forte.
Una parte del nostro tempo alcune volte è andata in conversazioni tecniche che non hanno condotto alla chiusura di contratti.
Call lunghe con imprenditori che ci sottoponevano dubbi legittimi. Riunioni con team di prodotto che stavano ancora valutando se un progetto IoT avesse senso per loro. Scambi via email dettagliati con CTO che, alla fine, hanno scelto un'altra strada.
Nel mondo del B2B tech, questo tipo di tempo è solitamente considerato "tempo perso". Non entra nei KPI del funnel, non produce fatturato immediato, non finisce nelle slide del quarterly review.
Eppure, sebbene non nell'immediato, alcune di quelle conversazioni sono tornate come progetti veri dopo due anni. Altre no, ma non è qui la questione.
Quello che abbiamo capito, e che vogliamo condividere anche se sembra strano farlo, è che la scala industriale non nasce dalla velocità del funnel. Nasce dalla profondità delle conversazioni che sembrano, per l'appunto, "tempo perso".
Una conversazione tecnica vera, completa ed esaustiva con qualcuno che poi non firma vale più di dieci firme rapide con qualcuno che poi se ne va deluso.
È una lezione che nessun manuale di sales insegna, ma è la più preziosa che cerchiamo sempre di tenere a mente, progetto dopo progetto.
Morpheos · Made in Italy

Il 17 giugno 2026 la Connectivity Standards Alliance (CSA) ha rilasciato Matter 1.6 e Product Security 1.1. Se progettat...
23/07/2026

Il 17 giugno 2026 la Connectivity Standards Alliance (CSA) ha rilasciato Matter 1.6 e Product Security 1.1. Se progettate prodotti smart home in Italia, ci sono 3 domande a cui dovreste già saper rispondere.
1. Avete valutato l'impatto operativo del NFC Full Commissioning?
Ora un dispositivo può essere configurato prima ancora che sia alimentato. Per chi produce elettrodomestici da incasso significa ridurre drasticamente i tempi di installazione professionale.
2. Sapete cosa rappresenta la Joint Fabric (Condivisione Multi-ecosistema) per il vostro mercato?
Più ecosistemi (Apple, Google, Samsung) possono co-amministrare la stessa rete. Cambia radicalmente lo scenario per chi vende nel building automation, nel real estate professionale, nel retail multi-brand.
3. La vostra roadmap di sicurezza include Product Security 1.1?
Certifica interi sistemi IoT (dispositivi + app + cloud + gateway), non più solo device. Ed è deliberatamente allineato con il Cyber Resilience Act UE, la cui prima deadline scatta l'11 settembre 2026.
Se avete risposto "non ancora" a più di una di queste domande, è un tema da sottoporre al vostro Team o da discutere insieme a noi!

Un dispositivo Morpheos non nasce nel giorno in cui esce dalla linea di produzione. Nasce mesi prima, in una sala di pro...
20/07/2026

Un dispositivo Morpheos non nasce nel giorno in cui esce dalla linea di produzione. Nasce mesi prima, in una sala di progettazione, davanti a un cliente che porta un'idea. Poi passa da 5 fasi industriali che si intrecciano tra loro — hardware, firmware, industrializzazione, test, deployment. Ogni fase ha un metodo. Ogni fase ha persone che la presidiano. Ecco cosa succede, in concreto, dietro le quinte di ogni progetto che portiamo in produzione.

Indirizzo

Via Madonna Delle Lacrime, 12/B
San Giovanni La Punta
95037

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390958252060

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