BitLab - Sistemi Informatici Integrati

BitLab - Sistemi Informatici Integrati IT Consulting - Assistenza Tecnica - Servizi Informatici

BitLab si propone come Information Technology Partner in grado di affiancare piccole aziende, studi professionali, negozi o privati nel comprendere come le nuove tecnologie possano migliorare il modo di lavorare e di comunicare.

http://www.bit-lab.it/content/social-media-e-mondo-del-lavoro
12/08/2019

http://www.bit-lab.it/content/social-media-e-mondo-del-lavoro

Sempre più di frequente accade che le aziende forniscano ai propri dipendenti apparecchiature tecnologiche quali computer, smartphone e tablet a fini lavorativi. È fuori dubbio che la tecnologia possa portare ad un aumento di efficienza e rendere meno gravoso il lavoro, tuttavia nella realtà spes...

E' online la nuova versione del sito www.bit-lab.it con grafica e contenuti rinnovati, e una sezione ticket per le richi...
01/08/2018

E' online la nuova versione del sito www.bit-lab.it con grafica e contenuti rinnovati, e una sezione ticket per le richieste di supporto

"Consideriamo la fiducia dei clienti il nostro patrimonio più prezioso. Ricambiare e mantenere questo rapporto è la nostra priorità, motivatrice del nostro impegno e stimolo costante verso sempre nuovi traguardi da raggiungere insieme"

.GDPR, facciamo un po’ di chiarezza.Abbiamo da un lato chi è tenuto ad adempiere e che,  per ovvie ragioni, percepisce q...
27/04/2018

.GDPR, facciamo un po’ di chiarezza.

Abbiamo da un lato chi è tenuto ad adempiere e che, per ovvie ragioni, percepisce questo nuovo adempimento come un’ennesima vessazione, e dall’altro chi, per interesse o per ignoranza, tende a diffondere informazioni non corrette e fuorvianti.

Cerchiamo di entrare nel merito, nella maniera più semplice possibile consentita dalla complessità dell’argomento.

GDPR è l’acronimo di General Data Protection Regulation, e sta ad indicare un regolamento europeo (il 2016/679) che mira a tutelare gli interessi dei cittadini della UE riguardo alle modalità con cui vengono trattati, gestiti, conservati e diffusi i propri dati personali.

Il fatto che si tratti di un regolamento fa si che esso sia immediatamente vincolante per tutti gli stati membri, e non necessita di leggi nazionali come invece accade per le direttive.

Questo regolamento mira a salvaguardare una serie di diritti riguardo ai cittadini (sapere dove vanno a finire i dati e per quale utilizzo, cura nella conservazione, diritto di revoca del trattamento, diritto all’obio) e comporta una serie di obblighi da parte di coloro che trattano questi dati, sintetizzati in tre pilastri generali: Accountability, Privacy by Design, Privacy by Default.

Accountability: si può tradurre con il termine “responsabilizzazione”; fanno capo al titolare del trattamento tutte le iniziative e le misure necessarie affinché il trattamento dei dati sia conforme al regolamento e che possa dimostrarlo.

Privacy by Design: i possibili problemi di privacy legati ad un trattamento vanno valutati già in fase di progettazione del sistema di trattamento.

Privacy by Default: le imprese dovrebbero trattare i dati personali non oltre la misura necessaria e sufficiente per le finalità previste e per il periodo strettamente necessario.

Chi deve conformarsi al regolamento?
Tutti coloro che trattano dati personali di cittadini UE.
Da notare che si parla di dati personali, e non solo di dati sensibili/sanitari/giudiziari. Quindi, tutti coloro che hanno a che fare con dei dati che possano ricondurre ad una persona fisica, e ciò comprende praticamente tutte le aziende, anche quelle che non fanno del trattamento dei dati il loro core-business. Anche chi raccoglie i dati solamente per legittimi trattamenti come la fatturazione. Anche chi non dispone di sistemi informatici ed effettua i trattamenti in maniera manuale o cartacea.

Esistono, ovviamente, degli obblighi più stringenti per coloro che trattano certe tipologie di dati o per coloro che li trattano in maniera sistematica e su larga scala (come ad esempio l’obbligo di avvalersi di una figura apposita , il DPO), ma l’adeguamento al GDPR va fatto da tutti e non solo da questi ultimi.

Cosa bisogna fare, concretamente?
Mettere in pratica i principi sopra elencati, quindi individuare i dati personali che vengono raccolti, identificare i trattamenti che vengono eseguiti su questi dati, individuare chi esegue questi trattamenti, accertarsi di avere conseguito le necessarie autorizzazione al trattamento, individuare i sistemi di elaborazione (o di archiviazione) dei dati, quali sono le misure di protezione adottate contro il furto o la perdita accidentale, individuare i potenziali fattori di rischio, indicare gli interventi migliorativi che si intendono apportare, documentare il tutto e renderlo disponibile alle autorità preposte ai controlli.
In determinati casi, al verificarsi di una perdita o di un furto di dati, è il titolare stesso del trattamento che dovrà effettuare la segnalazione al Garante della Privacy.

Quando?
Il regolamento è stato varato nel 2016 e lasciava due anni di tempo per adeguarsi ad esso.
Il termine ultimo è fissato per il 25 maggio 2018.

Quali sono le sanzioni?
Il quadro sanzionatorio è molto severo, perché è stato concepito per sensibilzzare anche i colossi del web.
Oltre al risarcimento per chi, a causa di un illecito trattamento, subisce un danno materiale o immateriale, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie e/o penali che possono raggiungere i 10 milioni di euro o il 4% del fatturato mondiale dell’azienda.

Conclusioni:
Il GDPR ci coinvolge tutti, come cittadini in primis, e come imprenditori.
Certamente comporterà un aggravio di adempimenti e di costi, ma questi terranno comunque conto di un principio di proporzionalità sancito dal regolamento.
Cambierà, sicuramente in meglio, il nostro modo di lavorare, rendendoci più consapevoli e sensibili verso le questioni legate alla privacy, e sicuramente ne beneficeremo come cittadini.
Ignorare gli obblighi previsti dal regolamento non è una scelta intelligente, e non solo per le sanzioni previste: con un impegno mirato e commisurato alle effettive possibilità ognuno di noi potrà contribuire alla cultura della legalità e del rispetto anche in ambito privacy.

05/02/2016

ATTENZIONE: Dalla fine di gennaio 2016 è stato lanciato un pesante attacco di virus di tipo “ramsomware” verso utenti italiani. L’infezione è conosciuta col nome “TeslaCrypt 3.0”, e crittografa tutti i dati del computer e quelli presenti nelle risorse di rete che il pc riesce a raggiungere, rendendoli inutilizzabili, a meno che non si paghi un “riscatto” di 500usd, che diventano 1000 dopo alcuni giorni.
A differenza di altri virus simili e di precedenti varianti del TeslaCrypt, a oggi non esiste la possibilità di recuperare i dati in alcun altro modo.
L’autore del “TelsaDecoder” (che sfruttando una vulnerabilità nella cifratura riusciva a volte a decriptare files colpiti da precedenti versioni di TeslaCrypt) sta lavorando su questa nuova variante, ma nessuno sa se o quando riuscirà a distribuire un decodificatore funzionante.
L’infezione si contrae mediante posta elettronica: solitamente arriva un messaggio email (talvolta apparentemente proveniente da persone conosciute) contenente un allegato .zip.
All’interno dell’allegato si trova un file .js o .exe, che non è il virus vero e proprio, ma il downloader del virus, che in pochi minuti si installa nel pc e inizia il suo “lavoro”.
Occorre pertanto prestare la massima attenzione alle mail che arrivano, e ASSOLUTAMENTE NON APRIRE ALLEGATI a meno che non si sia assolutamente certi del contenuto e della provenienza.
Chi è interessato a mettere in atto misure preventive contro questa tipologia di virus, o di fare in modo di limitarne i danni in caso di infezione, può contattarmi privatamente

23/04/2015

Evvai!! Dopo il successo ottenuto sui PC, gli sviluppatori di cryptolocker hanno ben pensato di realizzare una versione per Android....

01/12/2014

Attenzione!!! Nuova variante di Cryptolocker in circolazione!!
Se vi arriva una mail che "sembra" provenire dal sito SDA (guardando bene l'indirizzo mittente si vede che è fasullo), che ha come oggetto il vostro nome + la dicitura "pacchi non consegnati", NON APRITELO ASSOLUTAMENTE: al suo interno c'è un link che, se aperto, installa un virus nel vostro computer che CRITTOGRAFA TUTTI I VOSTRI FILES, con una chiave asimmetrica unica (diversa per ogni pc), rendendo i files inutilizzabili, a meno che non si paghi UN RISCATTO di circa 300 euro per ricevere il decriptatore e la chiave di cifratura.
Al momento sembra che nessun antivirus riesca a bloccare questa minaccia, quindi mi raccomando: MASSIMA DIFFIDENZA, non aprite emails della cui autenticità non siete sicuri al 100%.

29/01/2014

Da aprile 2014 Microsoft non aggiornerà più i sistemi di sicurezza del suo vecchio sistema operativo. Ma i bancomat delle principali banche italiane funzionano proprio grazie a Windows XP. Quali sono i rischi? E come si stanno muovendo gli istituti di credito?

08/11/2013

The battle against malware is made harder when companies have bad habits. A survey shows how bosses keep visiting p**n sites, and companies keep quiet about data breaches.

04/10/2013

Da oggi siamo rivenditori VIPRE, antivirus di nuova generazione che garantisce elevata protezione senza rallentare i computers!

Indirizzo

Via Cupetta, 16
Senigallia
60019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
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Martedì 09:00 - 13:00
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Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
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Telefono

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