16/05/2026
Ieri sera, come MC Content Lab, abbiamo partecipato a una serata che sarebbe riduttivo chiamare apericena.
Da Gelateria Naturale e Cioccolateria Scaldaferro a Dolo (VE), Il bianco a tavola, il latte nel gelato è stata una vera esperienza sensoriale e narrativa: un percorso in cui ogni assaggio arrivava con una storia, ogni abbinamento aveva un perché, ogni dettaglio costruiva un racconto.
Il tema era il bianco, ma non come semplice colore.
Il bianco come luce, memoria, purezza, materia viva.
Il bianco del latte, della ricotta, della mandorla, della bufala, della capra.
Il bianco che rassicura, sorprende, diventa consistenza, profumo, contrasto.
La cosa più bella è stata proprio questa: il cibo non veniva semplicemente servito. Veniva spiegato, attraversato, messo in relazione con storia, cultura, tecnica e territorio.
E poi il luogo.
Non un contenitore qualunque, ma un edificio con una storia profonda, legata alla posta dei cavalli veneta: un tempo punto di passaggio, cambio, sosta e viaggio lungo direttrici importanti tra Venezia, Mestre, Padova e oltre. Un luogo dove un tempo si fermavano viaggiatori, cavalli, corrieri e racconti. Ieri sera, in modo diverso, quei racconti hanno ripreso a circolare.
Gli abbinamenti sono stati davvero sorprendenti: il latte trasformato in gelato, la ricotta con il torrone, il cavolfiore bianco, il biancomangiare, i mieli, le spezie, il b***o, gli agrumi. Tutto costruito con intelligenza, senza effetto speciale gratuito, ma con quella rara capacità di far dialogare gusto e pensiero. Abbiamo assaggiato il bianco in ogni sua declinazione: dalla ricotta di pecora con torrone al pistacchio di Bronte e miele di coriandolo toscano, al gratin di cavolfiore con besciamella al Parmigiano Vacche Rosse 36 mesi. Poi i tagliolini all'acqua di limone siciliano con b***o alle alici del Cantabrico, il biancomangiare al latte di mandorla con pollo bio e polenta di mais Biancoperla, fino ai gelati — uno al latte di bufala con miele di corbezzolo, l'altro al latte di capra con scorzette d'arancio e pepe delle Andamane. Una perfezione.
In accompagnamento, i vini di Ca’ dei Frati e Pieropan, scelti con grande equilibrio.
A completare la serata, anche la presenza di Elle Santi, con una selezione di gioielli dedicati al colore bianco: un innesto bellissimo, perché ha portato il tema fuori dal piatto e lo ha fatto diventare materia, luce, forma, ornamento.
Una serata riuscita perché non ha solo fatto assaggiare qualcosa.
Ha fatto capire qualcosa.
E quando un evento riesce a unire cibo, racconto, luogo, memoria e bellezza, allora sì: diventa un’esperienza.
Grazie a Gelateria Naturale Scaldaferro per averci coinvolti in questo viaggio bianco, luminoso e pieno di senso.
🇬🇧Last night, as MC Content Lab, we participated in an evening that would be an understatement to call an aperitif.
At Gelateria Naturale Scaldaferro, "White at the Table, Milk in Gelato" was a true sensory and narrative experience: a journey where every bite came with a story, every pairing had a purpose, every detail constructed a narrative.
The theme was white, but not as a simple color.
White as light, memory, purity, living matter.
The white of milk, ricotta, almonds, buffalo, goat.
White that reassures, surprises, becomes texture, aroma, contrast.
The most beautiful thing was precisely this: the food wasn't simply served. It was explained, experienced, connected to history, culture, technique, and territory.
And then the place.
Not just any container, but a building with a deep history, tied to the Venetian horse post: once a point of passage, change, rest, and travel along important routes between Venice, Mestre, Padua, and beyond. A place where travelers, horses, couriers, and stories once stopped. Last night, in a different way, those stories began to circulate again.
The pairings were truly surprising: milk transformed into ice cream, ricotta with nougat, white cauliflower, blancmange, honeys, spices, butter, and citrus fruits. Everything was cleverly crafted, without gratuitous special effects, but with that rare ability to bring flavor and thought into dialogue. We tasted the white wine in every version: from sheep's milk ricotta with Bronte pistachio nougat and Tuscan coriander honey to cauliflower gratin with 36-month-aged Parmigiano Vacche Rosse béchamel. Then came tagliolini with Sicilian lemon water and Cantabrian anchovy butter, almond milk blancmange with organic chicken and Biancoperla corn polenta, and finally the ice creams—one made with buffalo milk and strawberry tree honey, the other with goat's milk, orange peel, and Andaman pepper. Perfect.
Accompanying the dishes were wines from Ca' dei Frati and Pieropan, carefully selected.
The evening was rounded out by the presence of Elle Santi, with a selection of jewels dedicated to the color white: a beautiful addition, because she took the theme off the plate and transformed it into matter, light, form, and ornament.
A successful evening because it didn't just offer a taste.
It made us understand something.
And when an event manages to unite food, story, place, memory, and beauty, then yes: it becomes an experience.
Thanks to Gelateria Naturale Scaldaferro for bringing us on this white, bright, and meaningful journey.